Conoscere Lovere

IL NOME
 
Una lapide romana, trovata nel XVIII sec. e dedicata a Minerva, reca l’iscrizione del devoto, che sarebbe figlio di un Luarensis.

Il nome dialettale del paese (Lòer) si potrebbe far derivare dal "Luar" dell’epigrafe, ma potrebbe anche ricondursi all'antico "Luar" che in longobardo significa "bassura", luogo basso. Lovere, infatti, come altri paesi del lago, sorgeva in una zona paludosa ai piedi delle montagne.
 
 
 
lo stemma del Comune di Lovere
LO STEMMA
 
Risale al XV secolo. Raffigura un mazzo di sette spighe, strette da un nastro con il motto “Unitas”.
Le sette spighe bibliche volevano indicare lo stato di invidiabile floridezza a cui le fabbriche del panno avevano portato Lovere.
 


I PERSONAGGI
 
Tra i suoi concittadini, Lovere vanta le due sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa, vissute tra il XVIII e il XIX secolo dedicandosi a tutti i derelitti della zona (orfani, ammalati, carcerati, poveri) per i quali fondarono l’Istituto delle Suore di Carità (1832), che oggi opera a livello internazionale; Lady Mary Wortley Montagu, moglie dell’ambasciatore inglese e amante dell’arte, si stabilì a Lovere intorno al 1747. Durante il suo Grand Tour, rimase così affascinata dal lago da decidere di acquistare un palazzo in paese e una fattoria in campagna. La sua casa divenne luogo d’incontro di persone ragguardevoli della zona. Non trascurò gli affari, incrementando la produzione della sua fattoria con metodi nuovi portati dall’Inghilterra. Le lettere alla figlia sono la testimonianza del periodo trascorso a Lovere.
 
 
 
DOPO UNA CURVA, IL LAGO
 
Dopo aver viaggiato tra i monti e le valli bergamasche e bresciane si arriva, improvvisamente dopo una curva, a Lovere. Il tessuto urbano si è sviluppato in funzione del suo territorio, stretto tra lago e montagna, e si presenta come un grande anfiteatro.
 
Splendidi palazzi costruiti con buon gusto e perfetto senso architettonico fanno da secoli degna cornice e splendida corona alla piazza del porto, una delle più belle dei laghi lombardi.

Dalla piazza, attraversando il rione delle “beccarie”, si sale per il centro sto
Piazza V. Emanuele IIrico e si arriva in piazza Vittorio Emanuele II, dove l’orologio della vecchia torre civica scandisce il passare del tempo. In questa piazza, racchiusa tutt’intorno da splendidi edifici, confluiscono tutte le vie piccole e strette del borgo medievale. Si sale ancora e si arriva alla chiesa di S. Giorgio. Eretta alla fine del XIV sec. sulle strutture della medievale torre Soca, fu ampliata e modificata nel tempo, fino al XIX sec. Contiene una grandiosa tela posta sulla controfacciata raffigurante “Mosè che fa scaturire l’acqua dalla rupe” del pittore fiammingo Jean de Herdt (1657); la pala dell’altare sinistro dipinta da Gian Paolo Cavagna (1556-1627) con l’“Ultima cena”, e la pala dell’altare maggiore del bresciano Antonio Gandino (1565-1630). All’altare della madonna addolorata il 21 novembre del 1832 le due future Sante di lovere presero i voti.

Sul lungolago fa bella mostra di sé il palazzo che ospita la Galleria dell’Accademia di belle arti Tadini. Il palazzo fu costruito in gradevoli forme neoclassich
Accademia di Belle Arti Tadinie tra il 1821 e il 1826 per ospitare nelle sale affrescate le ricche collezioni d’arte del conte Luigi Tadini, che aprì al pubblico il suo museo – tra i più antichi della Lombardia – nel 1828, oggi ospita le raccolte in 33 sale. Significativo è il gruppo di opere di Antonio Canova (1757 – 1822): il raro bozzetto il terracotta della Religione e la Stele Tadini (collocata nella cappella gentilizia) tra le ultime e più belle opere del grande scultore, che sembra tradurre nel marmo quella ‘corrispondenza d’amorosi sensi” che Ugo Foscolo legava ai sepolcri. Tra i dipinti si evidenziano le opere di Jacopo Bellini (una meravigliosa Madonna con Bambino), d el veronese Francesco Benaglio, di Paris Bordon, di Palma il Giovane. Le epoche successive sono documentate dai dipinti di Giacomo Ceruti detto “il Pitocchetto”, fra’ Galgario, Giandomenico Tiepolo, Francesco Hayez, Cesare Tallone e G. Oprandi.
La Galleria inoltre ospita una ricca collezione di porcellane, tra cui importanti pezzi delle manifatture di Sèvres, Meissen, Hochst, Capodimonte.
Negli ultimi anni è stata aggiunta una sezione di arte moderna contemporanea.
L’Accademia di Belle Arti istituita dal conte comprende anche le scuole di musica e di disegno, ancor oggi attive e frequentate.

Proseguendo per il lungolago - dominato dalle belle facciate di numerose ville e palazzi (tra cui il cinquecentesco palazzo Marinoni e villa Milesi con il suo parco) - appena passata la piazza si risale e ci si trova di fronte all’imponente basilica di S. Maria in Valvendra, edificata dal 1473 e consacrata nel 1520, in un periodo di particolare floridezza economica per Lovere. La Basilica dà a sua volta il nome al borgo rinascimentale di Santa
Basilica di S. Maria in Valvendra - foto di G. BonomelliMaria, una silenziosa strada fiancheggiata da case del Quattrocento e Cinquecento che conduce al borgo medievale.
La Basilica presenta forme classicheggianti rinascimentali di gusto lombardo, con influenze veneziane. L’interno è a tre navate, suddivise da dodici colonne, con cappelle sul lato sinistro. L’opera di maggior pregio è costituita dalle grandi ante dell’organo, collocate originariamente nel Duomo Vecchio di Brescia, dipinte, all’esterno, da Floria
no Ferramola con l’Annunciazione e, all’interno, da Alessandro Bonvicino detto “il Moretto”, con i Santi Faustino e Giovita a cavallo. L’abside e il presbiterio sono affrescati in trompe-l’oeil da Ottaviano Viviani. Il solenne coro ligneo è cinquecentesco; l’altare maggiore ricco di sculture e marmi policromi è opera della bottega dei Fantoni di Rovetta; la tribuna centrale di Andrea Fantoni è del 1712. La pala dell’Assunta, ispirata a motivi del Moretto e di Tiziano, è attribuita al bresciano Tommaso Bona.
 
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DIVERTIMENTI
 
Porto Turistico di LovereFra le più grandi strutture portuali sui laghi europei, il Porto Turistico di Lovere ospita un anfiteatro polifunzionale (in grado di accogliere manifestazioni, spettaco li e grandi eventi), il Centro Civico Culturale, numerose società sportive, bar, ristoranti e l’ostello.
E’ qui possibile praticare le seguenti attività: nuoto, vela, canottaggio, pa ttinaggio sul ghiaccio, tennis, calcio, calcetto, basket e pallavolo.
 
 
 
Altezza s. l. m.:
190 m.
 
Mercato settimanale:
Sabato - Piazzale Marconi
 
Sante Patrone:
Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa (18 maggio)